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Guida pratica

Miglio nautico, nodo e braccio: capire le unità di misura in mare

Dal team YachtMate · 19 luglio 2026 · 9 min di lettura
Miglio nautico, nodo e braccio: capire le unità di misura in mare

Passare dal mondo terrestre al mondo marino significa anche cambiare unità di misura. In mare non si parla di chilometri, né di chilometri orari, e nemmeno propriamente di metri per la profondità. Il miglio nautico, il nodo, la gomena, il braccio e i gradi formano un linguaggio universale, condiviso da tutti i marinai del pianeta. Capire queste unità e saperle convertire non è un vezzo: è la base per leggere una carta, calcolare una rotta e stimare un orario di arrivo. Questa guida fa il punto, in modo semplice.

Il miglio nautico: la distanza regina in mare

In navigazione, l'unità di distanza ufficiale è il miglio nautico (abbreviato M, NM o mn), che vale esattamente 1852 metri. È l'unità che leggerai su tutte le carte nautiche, nei portolani e sui tuoi strumenti elettronici. Da non confondere con il miglio terrestre anglosassone (1609 m), più corto.

Perché esattamente 1852 metri?

Il miglio nautico non è stato scelto a caso: corrisponde a un minuto d'arco di latitudine, cioè 1/60 di grado misurato lungo un meridiano. Poiché la Terra ha 360 gradi di circonferenza, e ogni grado vale 60 minuti, un giro completo rappresenta 21 600 miglia nautiche. Questa eleganza geometrica ha una conseguenza molto pratica: su una carta nautica, la scala delle latitudini (sui bordi sinistro e destro) funge direttamente da righello graduato. Un minuto di latitudine = un miglio nautico. Non serve quindi mai un righello esterno per misurare una distanza.

La gomena e il braccio

Per le brevi distanze si usa la gomena, che vale un decimo di miglio, cioè 185,2 metri. Si impiega, ad esempio, per indicare la distanza da un pericolo o da una costa: «dare fondo a due gomene dalla spiaggia» significa a circa 370 metri. Il braccio, invece, serve storicamente a misurare la profondità: vale 1,83 metri (sei piedi), in origine l'apertura delle braccia di un uomo. Si trova ancora su vecchie carte anglosassoni.

💡 Consiglio YachtMate

Per misurare rapidamente una distanza su una carta di carta, prendi sempre il riferimento sulla scala della latitudine, mai su quella della longitudine (che si restringe verso i poli e falsa la misura). Un compasso a punte aperto di un minuto di latitudine = un miglio nautico.

Il nodo: misurare la velocità

La velocità in mare si misura in nodi (kn o nd). Un nodo corrisponde a un miglio nautico percorso in un'ora. Dire che una barca fila a «6 nodi» significa che avanza di 6 miglia nautiche all'ora. È l'unità mostrata dal solcometro (tachimetro marino) e dal GPS.

Da dove viene la parola «nodo»?

Il termine deriva da una tecnica di misura antica: il solcometro a barchetta. I marinai filavano da poppa una sagola zavorrata, segnata a intervalli regolari da nodi distanti circa 15,4 metri. Si contava quanti nodi scorrevano durante un tempo misurato da una clessidra di 30 secondi. Più nodi passavano, più la barca andava veloce — da cui l'unità che ha attraversato i secoli.

Convertire nodi e km/h

La conversione è facile da ricordare: 1 nodo = 1,852 km/h. Per passare dai nodi ai km/h, moltiplica per circa 1,85. Così 10 nodi valgono circa 18,5 km/h, e 20 nodi circa 37 km/h. Al contrario, dividi i km/h per 1,85. Tieni a mente questo ordine di grandezza: una barca da crociera naviga tipicamente tra 4 e 8 nodi, l'andatura di un ciclista tranquillo.

Tabella delle unità di misura in mare: miglio nautico, gomena, braccio, nodo ed esempio di calcolo di rotta
Memo delle principali unità nautiche e il metodo tempo / distanza / velocità.

Velocità sull'acqua e velocità sul fondo: da non confondere

A bordo coesistono due velocità, e confonderle può rovinare un calcolo di rotta. La velocità sull'acqua è quella della barca rispetto all'acqua: è ciò che misura il solcometro. La velocità sul fondo (SOG, Speed Over Ground) è quella rispetto al fondale: è ciò che misura il GPS.

Quando la corrente ti spinge, la tua velocità sul fondo è superiore a quella sull'acqua; quando risali una corrente, è il contrario. Su una rotta percorsa in una corrente di 2 nodi, una barca che fila a 6 nodi sull'acqua avanzerà realmente a 8 nodi sul fondo (corrente a favore) o solo a 4 nodi (corrente contraria). Per stimare un orario di arrivo, è sempre la velocità sul fondo che va usata.

💡 Consiglio YachtMate

YachtMate usa il GPS del tuo smartphone per mostrare direttamente la tua velocità sul fondo in nodi, senza solcometro a bordo. È il valore più affidabile per calcolare il tempo di percorrenza reale, corrente compresa.

La profondità: metri, piedi e bracci

Sulle carte nautiche francesi ed europee moderne, le profondità (gli scandagli) sono espresse in metri. Ma attenzione: molte carte anglosassoni, così come molti ecoscandagli, mostrano ancora le profondità in piedi (1 piede = 0,3048 m) o in bracci (1 braccio = 1,83 m). Verifica sempre l'unità indicata nel cartiglio della tua carta o l'impostazione del tuo ecoscandaglio prima di interpretare un numero: confondere 6 piedi (1,8 m) con 6 metri può avere conseguenze spiacevoli per la chiglia.

Allo stesso modo, il pescaggio della tua barca (altezza immersa dello scafo) e l'altezza d'aria (altezza sopra l'acqua, fino alla testa d'albero) sono dati da conoscere nella stessa unità dei tuoi scandagli, per valutare un passaggio sotto un ponte o l'ingresso in una zona bassa.

Calcolare tempo, distanza e velocità

Tutta la pianificazione di rotta si basa su un'unica relazione: Distanza = Velocità × Tempo. Da questa formula derivano le altre due: il tempo è uguale alla distanza divisa per la velocità, e la velocità alla distanza divisa per il tempo. Poiché il miglio nautico e il nodo sono pensati insieme (un nodo = un miglio all'ora), i conti tornano esatti senza conversione.

Esempio concreto: devi raggiungere un porto situato a 24 miglia nautiche e la tua barca tiene una media di 6 nodi. Tempo di percorrenza = 24 ÷ 6 = 4 ore. Se salpi alle 9, arriverai verso le 13 (corrente e imprevisti esclusi). Per un calcolo più fine si usa la «regola del 60»: distanza percorsa in minuti = velocità in nodi. A 6 nodi si percorrono 6 miglia in 60 minuti, quindi 1 miglio ogni 10 minuti.

💡 Consiglio YachtMate

Pianifica sempre i tuoi orari in funzione delle maree e delle correnti: partire con la corrente a favore può farti guadagnare un'ora su una traversata ed evitarti di arrivare di notte o con bassa marea in un porto con soglia.

Angoli, rotte e rilevamenti: i gradi

Infine, le direzioni in mare si misurano in gradi, da 0 a 360, sulla rosa dei venti. Il nord corrisponde a 000° (o 360°), l'est a 090°, il sud a 180° e l'ovest a 270°. La tua rotta è la direzione verso cui punta la prua; un rilevamento è la direzione di un oggetto (un faro, una boa) rispetto a te. Si distingue la rotta vera (rispetto al nord geografico) dalla rotta bussola (rispetto al nord magnetico), con lo scarto tra le due dato dalla declinazione, indicata su ogni carta. Padroneggiare i gradi permette di tracciare una rotta, fare il punto con rilevamenti incrociati e seguire una traiettoria precisa.

Queste unità — miglio, nodo, braccio, grado — possono sembrare spiazzanti all'inizio, ma formano un sistema coerente, tagliato su misura per la navigazione. Una volta assimilate, diventano una seconda natura: leggere una carta, stimare un tempo di rotta o annunciare una posizione alla VHF diventa allora senza sforzo.

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