Alle andature portanti la barca naviga in poppa o al lasco in una calma ingannevole: le vele smettono di fileggiare, il rumore della prua si attenua e ci si sente al sicuro. Eppure è l'andatura che provoca uno degli incidenti più violenti della nautica da diporto: la strambata accidentale. Spinto dal vento che salta da un lato all'altro, il boma spazza il pozzetto a tutta velocità e può tramortire un membro dell'equipaggio o spezzare l'attrezzatura. La difesa si riduce a due accessori semplici: la ritenuta del boma e il freno del boma. Questa guida spiega come funzionano, come armarli e quando usarli.
1. La strambata accidentale: cosa succede
Una strambata è il passaggio della randa da un lato all'altro quando il vento passa dietro il boma. Eseguita di proposito, è una manovra ordinaria. Involontaria, diventa pericolosa: basta una raffica, un'onda che fa straorzare la barca o una disattenzione al timone perché il vento prenda la vela da poppa. Il boma, fino a quel momento lascato al massimo, parte allora di scatto verso l'altro lato.
I trasfertisti conoscono bene le conseguenze. A livello della barca, il boma può incastrarsi nelle sartie, piegare una ferramenta, strappare un carrello di scotta o, nei casi estremi, disalberare. Per l'equipaggio, un boma scagliato all'altezza della testa è una causa importante di caduta in mare e di traumi cranici. Proprio perché l'andatura sembra tranquilla cala la vigilanza e l'incidente colpisce.
La poppa non è un'andatura di riposo: è quella che meno perdona un boma libero. La ritenuta trasforma un pericolo permanente in un rischio gestito.
2. Ritenuta o freno: due filosofie
Due dispositivi rispondono allo stesso problema, ma in modo diverso. La ritenuta del boma blocca meccanicamente il boma in avanti: una cima collega l'estremità del boma a un punto fisso a prua, tesata in modo che il boma non possa più tornare. In una strambata accidentale, la vela resta appiattita, il vento la fa fileggiare rumorosamente ma nulla si rompe. Semplice, robusta, quasi gratuita.
Il freno del boma adotta l'approccio opposto: invece di bloccare, frena. Una cima passa in una scatola ad attrito fissata sotto il boma e tesata tra le due landre di prua; si regola l'attrito perché il boma possa passare, ma lentamente e senza strappi. La strambata, voluta o meno, diventa controllata: non c'è nulla da lascare prima di virare in poppa.
Per una crociera familiare di lungo corso molti equipaggi combinano entrambi: il freno per smorzare in permanenza il movimento del boma, e una ritenuta decisa armata in più non appena ci si stabilisce a lungo in poppa. Cintura e bretelle.
3. Armare una ritenuta, passo dopo passo
Una buona ritenuta ha tre qualità: parte dall'estremità del boma (mai dal centro, che piegherebbe il profilo), rinvia in avanti attraverso un bozzello fissato vicino alla prua e torna in pozzetto per essere regolata o lascata senza lasciare il posto di timone. Lo schema qui sotto ne mostra il percorso.
I passaggi
- Fissare una cima all'estremità del boma. Una zampa d'oca o un anello in punta evita di sollecitare il centro del profilo, più fragile.
- Rinviare a prua. Fai passare la cima in un bozzello o un punto di ancoraggio solido il più a prua possibile (bompresso, galloccia di prua, rotaia anteriore). Più l'angolo si apre in avanti, più efficacemente la ritenuta si oppone al ritorno del boma.
- Riportare in pozzetto. Conduci il corrente lungo la coperta fino a una galloccia o un winch raggiungibile dal timone. Devi poterlo lascare all'istante.
- Recuperare il lasco e dar volta. Tesa senza esagerare: il boma va trattenuto, non messo in sforzo permanente. La vela lavora contro la ritenuta, non il contrario.
Sulle barche ben attrezzate una ritenuta dedicata è fissata a ciascun lato e adugliata lungo il boma, pronta per essere rinviata. In mancanza, una scotta di spinnaker o una buona cima d'ormeggio va bene, purché a basso allungamento.
4. Il freno del boma: la strambata controllata
Il freno del boma è una piccola scatola — disco, tamburo o camma — che si fissa sotto il boma, all'incirca a piombo del piede d'albero. Vi si passa una cima continua, tesata su ciascun lato fino a un ancoraggio alle landre di prua o alla rotaia. L'attrito della cima nella scatola crea una resistenza regolabile al movimento del boma.
Due vantaggi principali: da un lato, smorza in permanenza i movimenti del boma nel mare formato, alleggerendo l'attrezzatura e i nervi dell'equipaggio. Dall'altro, consente una strambata volontaria senza manovre preliminari: si poggia, il boma passa al rallentatore, trattenuto dall'attrito, e non c'è nulla da lascare. Per un equipaggio ridotto o la navigazione in solitario, è un vero comfort di sicurezza.
Regola l'attrito del freno in base alla forza del vento: piuttosto lento con poco vento per non ostacolare le regolazioni, più fermo appena rinfresca perché il boma non parta mai di colpo. Provalo all'ancora, muovendo il boma a mano, prima di affidarti a lui in mare.
5. Buone pratiche alle portanti
Il miglior materiale non sostituisce il metodo. Alcuni principi validi qualunque sia la soluzione scelta:
- Arma la ritenuta prima di averne bisogno. Si mette poggiando, appena ci si stabilisce al lasco o in poppa, non nella fretta di una raffica.
- Non bloccare mai il ritorno del boma senza poterlo liberare in fretta. In caso di uomo a mare o di necessità di orzare, la ritenuta deve lascarsi in un secondo dal pozzetto.
- Sorveglia l'angolo di vento reale. Un buon pilota automatico impostato sul vento apparente, o un timoniere attento, riduce molto il rischio di strambata. La ritenuta è una rete di sicurezza, non un permesso di distrarsi.
- Avvisa l'equipaggio prima di ogni strambata volontaria. Un chiaro «pronti a strambare», si lasca la ritenuta, si passa, si riarma sull'altro lato.
Questi riflessi coincidono con quelli di ogni manovra di strambata ben condotta: anticipazione, comunicazione, gesto ripetuto fino a diventare automatico.
6. Errori da evitare
- Fissare la ritenuta al centro del boma: la leva può piegare il profilo durante una strambata. Sempre all'estremità.
- Usare una cima elastica (nylon molto teso): lascia che il boma prenda slancio prima di trattenerlo, il che aggrava l'urto. Preferisci una cima a basso allungamento.
- Rinviare la ritenuta troppo a poppa: un angolo quasi perpendicolare al boma lo trattiene male. Il punto di rinvio deve essere decisamente a prua.
- Dimenticare di poter lascare dal pozzetto: una ritenuta annodata in coperta ti obbliga a strisciare a prua per liberarla — inaccettabile con mare formato.
- Contare sulla sola scotta della randa cazzata per impedire la strambata: non trattiene il boma in avanti e può strappare il carrello.
- Trascurare la regolazione del freno: troppo lento non frena nulla; troppo duro impedisce una strambata necessaria o sovraccarica gli ancoraggi.
Ritenuta o freno, l'obiettivo è lo stesso: non lasciare mai che il boma decida da solo di attraversare la barca. Due metri di cima e cinque minuti di armo bastano a escludere uno degli incidenti più gravi — e più evitabili — della nautica da diporto. Prendi l'abitudine di armare la tua ritenuta ogni volta che il vento passa alle spalle: il gesto diventerà presto naturale come cazzare una scotta.
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