Il terzarolo è probabilmente la manovra più importante — e più sottovalutata — nella navigazione a vela. Eseguita correttamente, trasforma una situazione scomoda in una navigazione controllata. Mal gestita, può portare a danni alle attrezzature o addirittura mettere in pericolo l'equipaggio. In questo articolo spieghiamo quando terzarolare, come farlo in 6 passi e gli errori classici da evitare assolutamente.
Cos'è il terzarolo?
Terzarolare significa ridurre la superficie della randa (ed eventualmente del fiocco o del genoa) per adattare la potenza della barca a vela alle condizioni di vento. Sulla maggior parte delle barche a vela moderne, la randa ha due o addirittura tre file di terzaroli contrassegnati da garrocce e matafioni.
La logica è semplice: quando il vento aumenta, la barca sbanda di più e diventa difficile da governare. Riducendo la superficie velica, si riequilibra la barca, si riduce il carico sul timone e si protegge il materiale. È una manovra di prudenza, non una sconfitta.
La regola d'oro dei marinai esperti: prendere il terzarolo prima di averne bisogno. Si può sempre mollarlo se il vento cala, ma inserire un terzarolo con mare formato e vento forte è molto più difficile che farlo per anticipazione.
Quando bisogna terzarolare?
La decisione dipende dal vento apparente, dallo stato del mare, dal tipo di barca e dall'esperienza dell'equipaggio. Ecco le linee guida generali:
- Da 0 a 10 nodi: nessun terzarolo necessario, vela intera consigliata.
- Da 10 a 18 nodi: monitorare lo sbandamento — un primo terzarolo può essere utile secondo il piano velico.
- Da 18 a 24 nodi: primo terzarolo generalmente obbligatorio per la maggior parte delle barche da crociera.
- Da 24 a 32 nodi: secondo terzarolo e riduzione del fiocco per navigare in sicurezza.
- Oltre 32 nodi: terzo terzarolo o trinchettina da tempesta, condizioni offshore impegnative.
Queste soglie sono orientative: una barca leggera o un equipaggio poco esperto dovrà terzarolare prima. Una barca pesante e stabile potrà resistere un po' di più. Ma non appena lo sbandamento supera i 25-30°, il timone diventa pesante o le onde investono regolarmente il pozzetto, è tempo di agire.
Segnali d'allarme da non ignorare
Oltre alla forza del vento, certi segnali concreti indicano che è il momento di terzarolare: la barca è orsa (vuole sempre orzare da sola), il pozzetto viene investito ripetutamente dalle onde, le vele sbattono di continuo, o l'equipaggio mostra segni di affaticamento per lo sforzo al timone. Ognuno di questi segnali è un messaggio: ridurre la tela ora.
Come terzarolare: la procedura in 6 passi
La procedura standard di terzarolo a piatto su una barca moderna con manovre condotte in pozzetto segue questi passi. A seconda dell'età della barca e delle attrezzature, alcune manovre possono essere eseguite dal pozzetto o richiedere di andare in coperta.
Passo 1 — Orzare leggermente
Prima di toccare qualsiasi cima, avvicinarsi al vento (orzare) per alleggerire la pressione sulla randa. Questo facilita enormemente tutti i passi successivi e evita di dover forzare l'attrezzatura sotto carico. Non occorre mettersi in prua al vento: un leggero orzata è sufficiente.
Passo 2 — Mollare la drizza della randa
Abbassare la randa fino a che la garroccia di terzarolo desiderata sia all'altezza della trozza. Questa è spesso la manovra che determina la qualità del terzarolo: né troppo poco né troppo. Prenditi il tempo per posizionare bene la vela.
Se le manovre di terzarolo sono condotte in pozzetto (come sulla maggior parte delle barche moderne), tutta la procedura può essere eseguita senza lasciare la sicurezza del pozzetto. Se si deve andare in coperta, imbrago e cima di sicurezza sono imprescindibili indipendentemente dal tempo.
Passo 3 — Agganciare il punto di mura del terzarolo
Il punto di mura del terzarolo è la garroccia situata sul bordo anteriore della fila di terzaroli. Deve essere agganciata al gancio della trozza. È il punto di ancoraggio della vela terzarolata: deve essere saldamente fissato prima di tirare qualsiasi altra manovra.
Passo 4 — Tesare il cavo di bugna del terzarolo
Il cavo di bugna (o paranco di terzarolo) tende la garroccia di bugna posteriore della fila di terzaroli. Tirandola, si tende la base della vela terzarolata e le si dà la sua forma. La tensione deve essere sufficiente a evitare che la tela sbatta.
Passo 5 — Rissare la drizza della randa
Con i punti di mura e di bugna correttamente fissati, rissa di nuovo la drizza della randa fino a che la vela sia ben tesa nella sua parte terzarolata. Verifica che l'inferitura sia tesa e che il boma rimanga allineato.
Passo 6 — Legare i matafioni
I matafioni sono le cordicelle che servono ad assicurare la tela della randa arrotolata sotto il boma. Evitano che la vela sbatta e si laceri. Usa nodi piatti — mai nodi a cappio attorno al boma, che impedirebbero di mollare rapidamente il terzarolo in caso di emergenza.
Errori classici da evitare
- Aspettare troppo: agire tardi complica notevolmente la manovra, specialmente con mare formato.
- Dimenticare di orzare: cercare di abbassare la drizza sotto carico massimo è inefficace e rischia di danneggiare la vela.
- Punto di mura mal fissato: un punto di mura non correttamente fissato porta a una vela che sbatte o si lacera.
- Tensione sbagliata sulle manovre: la vela deve essere tesa ma non deformata.
- Annodare i matafioni al boma: in caso di emergenza, nodi mal fatti possono bloccare la manovra.
- Andare in coperta senza imbrago: anche con vento moderato, le condizioni possono deteriorarsi molto rapidamente.
Esercitati a terzarolare con bel tempo, all'ormeggio o in condizioni calme. Quando il vento aumenta davvero, eseguirai la manovra in modo automatico, senza esitazioni né stress. I buoni navigatori ripetono le manovre fino a che non diventano un riflesso.
Mollare il terzarolo
Mollare un terzarolo (toglierlo quando il vento cala) è l'operazione inversa e generalmente più semplice. I passi sono: orzare leggermente, mollare il cavo di bugna, rissare la drizza a tutta forza, sganciare il punto di mura, sciogliere i matafioni e riporre tutto in ordine.
"Il mare non perdona l'improvvisazione. Un terzarolo ben preso è la differenza tra una traversata memorabile e un incidente che finisce male."
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