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⛵ Guida pratica

Prendere una mano di terzaroli: quando e come ridurre la vela

20 luglio 2026  ·  9 min di lettura  ·  Dal team YachtMate
Barca a vela sbandata con vento forte e randa terzarolata

C'è una frase che tutti i velisti conoscono: «se ti stai chiedendo se prendere una mano di terzaroli, avresti dovuto prenderla dieci minuti fa». Dietro la battuta si nasconde una verità semplice: ridurre la velatura è una decisione che si prende presto, a mente fredda, mentre la barca è ancora facile da governare. Aspettare l'ultimo momento significa manovrare su una coperta sbandata di 30 gradi, con la randa che fileggia e un equipaggio già stanco.

Terzarolare significa ridurre la superficie della randa abbassandola sul boma all'altezza di una fascia di terzaroli. La maggior parte delle rande da crociera ne ha due o tre. Questa guida spiega quando ridurre, come farlo correttamente a seconda del sistema installato e quali errori costano di più.

Perché ridurre la velatura?

Contrariamente a un luogo comune, una barca sovrainvelata non va più veloce. Superato un certo angolo di sbandamento lo scafo perde equilibrio idrodinamico, il timone stalla a tratti e la barca scarroccia più di quanto avanzi. Terzarolare al momento giusto migliora quasi sempre la velocità sul fondo e restituisce dolcezza al timone.

Riconoscere il momento

Cosa dice la barca

La barca parla prima del vento. Ascoltala:

Cosa dicono il mare e le previsioni

Il mare cresce, la schiuma forma strisce nel senso del vento e soprattutto le previsioni annunciano un rinforzo. Anticipa la raffica attesa, non il vento medio. Un vento di 18 nodi con raffiche a 28 si naviga come una forza 6, non come una forza 5.

💡 Consiglio YachtMate

Prendi il terzarolo prima di uscire dal riparo di una punta o di una baia, oppure prima del tramonto se la tendenza è in aumento. Con la coperta stabile la manovra dura due minuti; con mare formato dieci, e con dei rischi.

Riferimenti pratici

Ogni barca ha le proprie soglie, legate a zavorra, carena e piano velico. La tabella seguente indica ordini di grandezza tipici per un cabinato monoscafo di 10-12 metri, di bolina o al traverso. Annota i tuoi sul giornale di bordo e affinali stagione dopo stagione: alle andature portanti si può portare vela più a lungo, ma attenzione alla strambata involontaria.

Schema delle fasce di terzarolo e tabella forza del vento / velatura consigliata
Riferimenti per la riduzione di velatura su un cabinato di 10-12 metri. I valori sono indicativi: adattali alla tua barca e allo stato del mare.

I sistemi di terzarolo

Terzarolo classico (al boma)

Si molla la drizza, si aggancia la bugna di mura del terzarolo a un corno o a una puleggia a piede d'albero, poi la borosa cazza la nuova bugna di scotta lungo il boma. È il sistema più robusto e tollerante, ma impone di andare a piede d'albero: imbragatura e linea di vita indispensabili.

Terzarolo a linea singola

Un'unica cima rinviata in pozzetto cazza simultaneamente mura e scotta. Molto comodo e sicuro — non si esce dal pozzetto — ma con attriti importanti: servono il winch e una manutenzione accurata delle pulegge. Controlla regolarmente l'usura delle cime.

Avvolgiranda

Nell'albero o nel boma, consente una regolazione continua della superficie, molto apprezzata in crociera familiare. In cambio: rendimento inferiore della vela (poco o nessun allunamento) e rischio di inceppamento se si avvolge male o sotto troppo carico. Avvolgi sempre con la vela scarica, mai a forza.

Procedura passo passo

  1. Preparare: equipaggio informato, imbragature e giubbotti, cime e drizza libere, vang pronto a essere mollato.
  2. Scegliere un'andatura favorevole: bolina larga o traverso, vela scarica ma barca con abbrivio. Evita la poppa (boma caricato) e la prua al vento (fileggiare violento).
  3. Mollare il vang e sostenere il boma (amantiglio o vang rigido) perché non cada in coperta.
  4. Mollare la scotta randa quanto basta per scaricare la vela senza farla sbattere troppo.
  5. Ammainare la drizza fino al segno di terzarolo; un segno di pennarello evita tentativi.
  6. Fissare la bugna di mura: corno, fettuccia o cima di mura cazzata al winch.
  7. Cazzare la borosa per portare la nuova bugna di scotta contro il boma e bene verso poppa; la base deve risultare tesa.
  8. Ritensionare la drizza, cazzare la scotta e regolare il vang.
  9. Riordinare: la vela in eccesso va raccolta sul boma e legata con matafioni leggeri, mai con una cima capace di strappare la vela se va in carico.
💡 Consiglio YachtMate

Prova la manovra con bel tempo una volta a stagione, ruotando ogni membro dell'equipaggio su ogni ruolo. La sera in cui il vento sale al tramonto, i gesti devono essere automatici.

E la vela di prua?

Terzarolare solo la randa sbilancia la barca verso prua: diventa molle e non stringe il vento. Mantieni un piano velico coerente. Con un genoa avvolgibile, avvolgi per terzi, riprendi la scotta e sposta il carrello in avanti per conservare un buon angolo di tiro. Oltre metà avvolto la vela diventa grassa e inefficace: meglio passare a trinchetta o solent, se in dotazione.

Mollare un terzarolo

Tornare a randa piena è più semplice ma richiede lo stesso rigore: mollare scotta e vang, liberare la borosa e la bugna di mura, poi issare la drizza a ferro prima di cazzare. Non mollare mai un terzarolo «per provare» con mare ancora formato: se il vento cala e poi rinforza avrai fatto due manovre invece di una. Aspetta una calma confermata, idealmente dieci minuti di vento stabile sotto la soglia.

Gli errori più frequenti

Un terzarolo preso troppo presto costa qualche decimo di nodo. Un terzarolo preso troppo tardi può costare una vela, un membro dell'equipaggio o una notte insonne.

Da ricordare

Ridurre la velatura non è un segno di debolezza ma di buona marineria: riporta la barca nel suo campo di funzionamento ottimale. Decidi presto, sulla base delle raffiche previste, allena l'equipaggio con il bel tempo e mantieni il piano velico equilibrato tra prua e poppa. Velocità, comfort e serenità seguono da sole.

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