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Guida pratica

Segnavento e anemometro: usare bene gli strumenti del vento

Dal team YachtMate  ·  8 luglio 2026  ·  11 min di lettura
Segnavento e anemometro: usare bene gli strumenti del vento

Su una barca a vela tutto ruota attorno al vento: la sua direzione comanda la rotta e le andature, la sua forza detta le regolazioni e le riduzioni di tela. Due strumenti trasformano quel vento invisibile in cifre utilizzabili: il segnavento, che ne dà la direzione, e l'anemometro, che ne misura la velocità. Letti e calibrati bene, fanno guadagnare decimi di nodo di bolina e ore su una traversata. Regolati male o mal compresi, ingannano. Ecco come ottenere il meglio dai tuoi strumenti del vento.

A cosa servono davvero il segnavento e l'anemometro?

Il segnavento è una piccola paletta montata in testa d'albero che ruota per allinearsi al vento. Misura l'angolo fra l'asse della barca e il vento: quell'angolo ti dice se sei di bolina stretta, al lasco o in poppa. L'anemometro misura la velocità del vento, di solito con piccole coppette rotanti (o, sui sensori moderni, a ultrasuoni, senza parti mobili).

Insieme, questi due sensori alimentano l'elettronica di bordo. Su un quadrante o un display multifunzione leggi un angolo e una velocità che, combinati con il solcometro (velocità sull'acqua) e la bussola, permettono di calcolare un dato chiave: il vento reale. È qui che sta tutta la finezza, perché ciò che sente il segnavento non è il vento che percepirebbe un osservatore fermo.

Vento apparente e vento reale: la differenza che cambia tutto

Non appena la barca avanza, crea la propria corrente d'aria, come la mano tenuta fuori dal finestrino di un'auto. Il vento che percepisce il segnavento è quindi la somma del vento reale e di questo «vento di avanzamento». Si chiama vento apparente: esso, e solo esso, è ciò che i tuoi strumenti in testa d'albero misurano fisicamente.

Il vento apparente è sempre più a prua (angolo più piccolo) e più forte del vento reale quando avanzi. Per questo di bolina sembra che «soffi» mentre in poppa, fuggendo davanti al vento, la coperta pare all'improvviso calma: hai sottratto la tua velocità a quella del vento. Comprendere questa distinzione evita molti errori, soprattutto sottovalutare il vento reale quando si corre in poppa… fino alla strambata involontaria o al duro ritorno di bolina.

I quattro dati da conoscere

Sui display incontrerai quattro sigle inglesi ormai universali:

I primi due sono misure, gli ultimi due calcoli. Questo ha una conseguenza pratica: se il vento reale sembra sbagliato, la causa viene spesso da un dato a monte — velocità sull'acqua errata, cattivo allineamento del segnavento o bussola mal compensata.

Anatomia di un sistema di strumenti del vento

Il sensore in testa d'albero

Il sensore combina segnavento e anemometro in cima all'albero, dove il flusso d'aria è meno disturbato dalle vele e dall'attrezzatura. È anche il punto più esposto: urti di uccelli, gelo, depositi di sale e usura dei cuscinetti finiscono per falsare le misure. Un sensore a coppette può bloccarsi; un segnavento può prendere gioco. L'altezza rende la manutenzione acrobatica, da qui l'interesse di controllarlo a ogni salita in testa d'albero anziché aspettare il guasto.

Il processore e il display

I segnali del sensore scendono verso un processore (spesso integrato nel display o nella rete NMEA di bordo). Esso mostra l'AWA e l'AWS grezzi, poi, incrociando quei valori con la velocità sull'acqua e la prua bussola, calcola il TWA e il TWS. Sulle installazioni recenti questi dati viaggiano su un bus (NMEA 2000, SeaTalk…) e compaiono sia su un quadrante dedicato sia sul chartplotter, sul pilota automatico o su un'app mobile.

💡 Consiglio YachtMate

Ricorda la regola semplice: AWA e AWS si misurano, TWA e TWS si calcolano. Quando un valore di vento reale sembra assurdo, non sospettare per primo il segnavento: controlla la velocità sull'acqua (solcometro sporco?) e la bussola, perché sono loro ad alimentare il calcolo.

Leggere bene il display ogni giorno

Di bolina, sorveglia soprattutto l'AWA: è il tuo riferimento al timone. La maggior parte delle barche da crociera stringe attorno a 30-40° di angolo apparente; sotto, le vele fileggiano e la velocità crolla. Tieni d'occhio la regolarità di quell'angolo: un AWA che oscilla molto tradisce un mare formato, un timoniere troppo attento alla scia invece che alle vele, o un segnavento stanco.

In poppa conta soprattutto la coppia TWA / TWS, perché rivela il vento reale che la tua fuga nasconde. Un TWS di 25 nodi in poppa può tradursi in soli 15 nodi di apparente in coperta: piacevole, ma ingannevole al momento di issare o ammainare lo spi. Fidarsi della sola sensazione porta dritti a portare troppa tela.

Il triangolo dei venti: vento apparente misurato dal segnavento e vento reale calcolato
Il triangolo dei venti: il segnavento misura il vento apparente (AWA/AWS), l'elettronica deduce il vento reale (TWA/TWS).

Calibrare gli strumenti del vento

Uno strumento non calibrato mente con garbo. Tre regolazioni concentrano quasi tutta la precisione.

Allineare il segnavento

La prima è l'offset d'angolo: all'installazione, il segnavento non è mai perfettamente allineato con l'asse della barca. Per correggerlo, naviga di bolina mure a sinistra poi mure a dritta nelle stesse condizioni e annota l'AWA di ogni mura: se indica, ad esempio, 32° da un lato e 40° dall'altro, il tuo segnavento è sfasato di 4°. Regola l'offset nel menu del display fino a ottenere angoli simmetrici.

Tarare la velocità del vento

La velocità si confronta con una fonte affidabile: un bollettino locale con tempo stabile, una stazione portuale, o un anemometro a mano tenuto al vento. Un sensore a coppette invecchiato sottostima spesso la brezza; si applica allora un fattore di correzione nelle impostazioni.

Non trascurare la velocità sull'acqua

Poiché il vento reale si calcola a partire dalla velocità sull'acqua, un segnavento perfetto non basta: se il solcometro è sporco di alghe o mal tarato, TWA e TWS saranno comunque errati. Tara il solcometro su una distanza nota (idealmente andata e ritorno per annullare la corrente) prima di fidarti del vento reale.

💡 Consiglio YachtMate

Fai le calibrazioni con mare piatto e vento moderato, mai con onda corta: dati stabili danno regolazioni affidabili. E rifai il controllo di allineamento dopo ogni disalberamento, cambio di segnavento o forte burrasca — un solo urto in testa d'albero basta a sfasare tutto.

Usare il vento per regolare meglio le vele

Strumenti precisi non servono a nulla se non ne fai nulla. Di bolina, l'AWA guida il timoniere a mantenere il miglior compromesso rotta/velocità; unito ai filetti delle vele, aiuta a cazzare o lascare al grado. Il TWS fa scattare le decisioni di terzarolo: molti equipaggi fissano soglie chiare — primo terzarolo a un dato vento reale, secondo a un altro — per non improvvisare sotto pressione.

In poppa, il TWA ti dice se conviene poggiare decisamente o, al contrario, orzare per fare VMG (velocità verso la destinazione). Sull'elettronica evoluta, una funzione mostra persino l'angolo ottimale in base al vento reale. Infine, un anemometro affidabile è una risorsa di sicurezza: vedere salire il TWS prima che il mare si alzi permette di anticipare un terzarolo di tranquillità invece di uno di panico.

Manutenzione e guasti frequenti

I sintomi classici non ingannano. Una velocità bloccata o erratica viene quasi sempre da coppette grippate o da un cuscinetto morto — da pulire o sostituire in una salita in testa d'albero. Una direzione incoerente segnala un segnavento storto, con gioco o con il magnete di riferimento danneggiato. Dati che spariscono a intermittenza indirizzano verso il cablaggio o un connettore corroso al piede dell'albero, punto di passaggio notoriamente fragile.

Meglio prevenire che curare: risciacqua il sensore con acqua dolce a fine stagione, verifica il serraggio e l'assenza di gioco, e proteggi il segnavento durante i lavori di attrezzatura. Un sensore pulito e ben fissato dura anni.

E senza elettronica?

Uno strumento può guastarsi nel momento peggiore; saper leggere il vento «alla vecchia maniera» resta indispensabile. Un semplice filetto di lana o un Windex meccanico in testa d'albero dà l'angolo apparente con un'occhiata, senza batteria. Per la forza, osservare il mare e la scala di Beaufort restano riferimenti preziosi: pecorelle, creste che frangono, spruzzi strappati… tutti segni che, uniti alla sensazione sulle vele, permettono di navigare in sicurezza anche a schermo spento. L'elettronica affina; non sostituisce l'occhio del marinaio.

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